sabato 18 aprile 2015

Adelante

Pallido
come la mia natia pelle
di quel candore malaticcio
il sole
la madre non é più gravida
e il seno più non sfama
la notte greve
o forse l'alba
cala il silenzio come nebbia
sopra gli alberi snelli e muti
l'anima umida
partorisce neve
e tutto acquieta 
e ora
senza rabbia il vento
accarezza
il solitario scafo
tra oceaniche onde



Adelante


Pallido
come la mia natia pelle
di quel candore malaticcio
il sole
la madre non é più gravida
e il seno più non sfama
la notte greve
o forse l'alba
cala il silenzio come nebbia
sopra gli alberi snelli e muti
l'anima umida
partorisce neve
e tutto acquieta 
e ora
senza rabbia il vento
accarezza
il solitario scafo
tra oceaniche onde



 la mia natia pelle
di quel candore malaticcio
il sole
la madre non é più gravida
e il seno più non sfama
la notte greve
o forse l'alba
cala il silenzio come nebbia
sopra gli alberi snelli e muti
l'anima umida
partorisce neve
e tutto acquieta 
e ora
senza rabbia il vento
accarezza
il solitario scafo
tra oceaniche onde



giovedì 12 febbraio 2015

Ciò che siamo

Non ho nulla da dire
a te che mi ascolti
trascinando i passi
non mi appartiene
ne ora ne poi
da biblioteche impolverate
sgorgano
come acqua
antiche verità 
da bocche inviolate
infelici miserie 
dell'umanità 

sabato 7 febbraio 2015

Ordinarietà

Sibilo tremule
Di ordinarie ore
Monumento gotico
Di stanchezza
Eppur e' lieve
L'andar di passo lento
Accanto alla malinconia
Da sempre amica mia
Mia luna e satellite
Ombra velata 
M'appartiene

sabato 24 gennaio 2015

Adrenalina

Fummo come gli astri
di luce propria
nebulose di polveri fosforescenti
nelle spirali delle notti
fu facile sorridere
così videro
pellicano d'acqua dolce
mi sentii
a rigurgitar passato
alienare il presente
in un tempo senza gloria
in lontananza un Gemito
tutto sará storia

rimorso

Vorrei mitigare il vento
il brusio di ancestrali limiti
dimmi dove nacque la tua sete
in quali bocche attingesti acqua
in quali ventri sognasti
dimmi
fui, sono
in qual tempo annegasti
nei rimpianti abbaiò il cane
nei mie ricordi sei la rugiada
che il sole svanisce alla vista
e mi inumidisci l'anima
sono il peso della realtà
che le tue labbra morde
bevo il tuo sangue asprigno
mi perdonerai?

domenica 7 dicembre 2014

Svolta

Quanto sei lontana 
terra mia
e questo dannato deserto
che vomita rancore
c'è sempre l'imponderabile
anche nella rassegnazione
dei periodi bui
si insinua così
nella desolazione
il virus della speranza
e pensieri e parole
si fondano in un vaso
di cristallino vivere
è dura scorza