sabato 24 gennaio 2015

rimorso

Vorrei mitigare il vento
il brusio di ancestrali limiti
dimmi dove nacque la tua sete
in quali bocche attingesti acqua
in quali ventri sognasti
dimmi
fui, sono
in qual tempo annegasti
nei rimpianti abbaiò il cane
nei mie ricordi sei la rugiada
che il sole svanisce alla vista
e mi inumidisci l'anima
sono il peso della realtà
che le tue labbra morde
bevo il tuo sangue asprigno
mi perdonerai?

domenica 7 dicembre 2014

Svolta

Quanto sei lontana 
terra mia
e questo dannato deserto
che vomita rancore
c'è sempre l'imponderabile
anche nella rassegnazione
dei periodi bui
si insinua così
nella desolazione
il virus della speranza
e pensieri e parole
si fondano in un vaso
di cristallino vivere
è dura scorza

domenica 23 novembre 2014

Quel che resta

Porto in grembo
l'acerba illusione
e un inverno lungo e buio
di me tutto ti parla
la mia anima impura
la mia miseria
le mie ulcere
e il sangue denso 
che male feci?
quale sopita rabbia
ti risvegliai?
mordo il senso
che non c'è
nulla ti rimane
nemmeno il vuoto
di un uomo morto

mercoledì 12 novembre 2014

nuvola

Mi sorprende
il soffio leggero
il sussurro e l'assenza di dolore
assuefatti le ossa pregne
la sofferenza si identifica in te
indissolubile
tanto familiare che non le badi
è come il tuo odore
non la senti più
ti accompagna
fedele come un cane
mite e discreta
che ti dispiace lasciarla




esce sangue dai tuoi cassetti.
Niente di preoccupante,
 i miei sogni si sono suicidati.

sabato 8 novembre 2014

Semplicemente

Nella notte

mi rifugio tra i fantasmi
è lì che piangono le stelle
e il tempo si dissolve
ne stanze ne pietre
dualismo lacerante
del sono e del vorrei
qui la rabbia si indurisce
e scultura di pura energia
prende forma
tempera spade e pensieri
aria e sostanza

nascosta nella bellezza

dell'alba mi attendi
sono pronto
abbia inizio la battaglia


sabato 25 ottobre 2014

Lettera a Renzi

Signor Renzi,

lei vuole venderci per  modernità la rinuncia ai diritti, il sogno americano, il precariato, una scuola, quella pubblica, senza risorse ne sostegno. Non ci ha convinto, ne ci convincerà. Il diritto al lavoro ci é costato lotte e sangue, non si toglie a chi c'è l'ha ma si estende a tutti i lavoratori. Oggi essere di sinistra, come lei dice e forse crede di essere, non è dividere i lavoratori, depauperarli dei diritti, non è nemmeno deresponsabilizzare lo Stato dal  dovere di dare a tutti lavoro e vita dignitosa con pari opportunità. Lei parla di Steve Job quale esempio da seguire, io le dico che il sogno americano ha illuso intere generazioni ed è miseramente fallito. Per un Steve Job ci sono milioni di altri che non hanno opportunità, che pur avendo idee non hanno accesso ne al credito ne al lavoro. Dire "fate come Steve" e diventerete come lui è come dire agli studenti: studiate che diventerete Einstein. La proporzione è la stessa, un genio/milioni di normali. E' questo modo di pensare individualista e qualunquista che la pone lontano dai valori della sinistra. Ripensare i rapporti tra gli uomini, ridistribuire la ricchezza, riappropriarsi del senso dello stato, creare una coscienza ecologica e civica, questa è la sinistra. Ridare dignità all'essere, garantire lo studio quale risorsa imprescindibile per creare un mondo migliore. Questa è la sinistra . Non serve la meritocrazia, serve una rivoluzione culturale perché prima che economica viviamo una crisi di valori, viviamo in un paese dove l'omertà la corruzione il vendersi sono dei furbi. Lei comprenderà che un paese dove gli onesti sono considerati fessi è un paese senza dignità e senza futuro. Cominciamo con il togliere risorse agli armamenti, agli sprechi della politica, alla corruzione alla evasione e destiniamoli alla cultura a costruire una scuola pubblica, non privata, che aggreghi e crei coscienze. E non ci venga nemmeno a dire che con 80 euro in più al mese risolviamo i problemi quando i grandi capitali non sono reinvestiti. L'austerità è una invenzione di coloro che vogliono controllare le masse. I sacrifici chiesti sono, come sempre, unilaterali. Chi stava bene sta meglio gli altri peggio. Se vuole dare speranza a questo paese si sieda al tavolo con le parti sociali e condivida un percorso di crescita e legalità.  Mi permetto di consigliarle gli scritti di Gramsci in particolare " la storia insegna peccato non abbia scolari".